Consigli pratici

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Servizi igienici e incontinenza

Cucina e alimentazione

Sonno e veglia

Il peso della cura

 

Nell’assistenza ad una persona affetta da demenza ci sono alcune indicazioni relative al come comportarsi nei vari momenti della giornata per affrontare le diverse difficoltà che si presentano in ogni attività (alimentazione, vestizione e igiene, sonno, uscite, ecc…) cercando di mantenere un clima sereno e di accoglienza delle varie manifestazioni comportamentali.

È molto importante ricordarsi di alcune cose fondamentali:

  • Non forzare mai la persona: di solito se il malato si rifiuta di fare qualcosa ci sono dei motivi, oppure non è arrivato ancora il momento, a volte basta aspettare cinque minuti, riproporre l’attività e la persona acconsente volentieri.
  • Cercare sempre di coinvolgerlo nelle attività con consegne chiare e semplici, attraverso esempi come: “Riordiniamo il tavolo?”, “Aiutami a mettere le posate in questo cassetto (aprendo il cassetto e mettendo per primi gli oggetti)”.
  • Anche se sembra capire e ascoltare tutto ciò che si dice, la persona affetta da demenza trattiene in memoria molto poco del contenuto di un discorso fatto perciò è utile formulare frasi corte con pochi passaggi.
  • La malattia si manifesta in modi diversi; spesso succede che, il malato, nello stesso giorno, alterni momenti di “ lucidità” a momenti di confusione. La percezione è quella che ci stia prendendo in giro
  • Nel limite del possibile mantenere un ordine e una cadenza del ritmo quotidiano.
  • Lasciare fare al malato le cose che è ancora in grado di svolgere. Mantenere una certa autonomia offre un buon stimolo e un buon segnale che aiuta molto la ormai fragile sicurezza in sé stesso. Inoltre, in questo modo, si posticipa la comparsa di alcuni bisogni di dipendenza nel compiere gli atti di vita quotidiana.

 

Di seguito si elencano alcune situazioni di vita quotidiana in cui si presentano più frequentemente difficoltà di gestione ed alcuni possibili consigli su come fare:

La persona malata può dimenticare di lavarsi, non rendersi conto di questa necessità o addirittura avere dimenticato le azioni da compiere. In questa situazione è importante rispettare la dignità della persona, senza forzarla e senza pretendere dal malato ciò che non può più fare. È importante mantenere le precedenti abitudini e permettere al malato di svolgere in autonomia le attività che è in grado di compiere. Qualora la doccia crei disagio il contatto con l’acqua a volte provoca molta paura si consiglia in alternativa di fare il bagno, o di aiutarlo a lavarsi per pezzi.

Per l’abbigliamento si consiglia di utilizzare qualcosa di semplice con tessuti morbidi ed elastici come pantaloni con elastico in vita senza bottoni; inoltre può essere comodo evitare scarpe con stringhe e preferire quelle con velcro.

È utile organizzare l’armadio per stagioni, in modo che la persona possa vestirsi in autonomia potendo scegliere tra capi di abbigliamento in accordo con la stagione dell’anno.

È sempre importante ricordarsi le abitudini precedenti la malattia, in quanto, gli atteggiamenti di rifiuto possono richiamare un particolare modo di vestirsi o di scelta dei capi di abbigliamento.


La persona malata può perdere la capacità di riconoscere gli stimoli fisiologici, dimenticare dove siano i servizi igienici o come ci si debba comportare in questa situazione. A volte può essere d’aiuto l’invitare il malato a recarsi in bagno prima di andare da qualche parte accompagnandolo di persona.

L’incontinenza è un sintomo che si presenta nella maggior parte dei casi con l’evolversi della malattia. Con l’aiuto del personale medico si può capire se serva l’utilizzo dei pannoloni o altro.


In molti casi le persone malate di Alzheimer perdono la capacità di cucinare e di provvedere alla propria alimentazione autonomamente, dimenticandosi di mangiare o di essersi già alimentato e ciò può creare gravi problemi in particolare se vivono da soli. È molto importante mettere in sicurezza l’ambiente cucina eliminando i possibili fattori di rischio (fornelli, forno, coltelli, forbici, alimenti freschi con scadenza ravvicinata che se consumati oltre la data possono provocare malattie, ecc…).

Servire una porzione di cibo alla volta può favorire l'autonomia del malato durante i pasti, il quale altrimenti potrebbe sentirsi confuso o manifestare ansia e agitazione. Cercare di rispettare i tempi e i nuovi modi di mangiare (anche con le mani) del malato è fondamentale. Se non vi sono controindicazioni, quali diabete o ipertensione, è consigliabile di lasciar consumare al malato anche piccole merende tra un pasto e l'altro, qualora lui lo gradisca. In casi particolarmente complessi è necessario rivolgersi allo specialista.


Il malato può agitarsi durante la notte. È frequente che il ritmo sonno-veglia soffra qualche modifica con la malattia. La persona malata non essendo più in grado di riconoscere alcune sequenze logiche può non collegare la notte con il riposo e scegliere di camminare, fare degli spostamenti di oggetti, richiedendo un’attenzione particolare. Si dovrebbe con pazienza capire la richiesta che il malato fa e se possibile accontentarlo. Inoltre, è consigliabile favorire le attività durante il giorno ed aiutarlo a rilassarsi prima di andare a letto attraverso un ambiente tranquillo: una tazza di latte tiepido e musica rilassante (se gradita) possono essere d’aiuto. Bisogna anche assicurarsi che prima di coricarsi il malato non abbia bisogno di andare al bagno, mangiare o bere e che non senta caldo o freddo, poiché spesso i disturbi comportamentali vengono scatenati da bisogni fisiologici.